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Modica

 

Santo patrono: San Giorgio (Modica Alta) e San Pietro (Modica Bassa)
Riconoscimenti: città patrimonio dell’umanità UNESCO

 

Il territorio è rappresentato da un esteso altopiano degradante verso sud solcato da profondi canyon le "cave". Le rocce calcaree, di origine sedimentaria, che formano l'altopiano sono state erose durante i secoli, creando un paesaggio a terrazzamenti, tipico di quasi tutta la zona collinare della provincia. La città sorge sulla confluenza di due torrenti, il Pozzo dei Pruni e lo Janni Mauro che unendosi formano il Modicano. La città vecchia è situata sulla collina che separa i due torrenti e sui versanti da essi creati.

 

StoriaImage

Primi fra tutti i popoli ad abitare questa vallata, furono i siculi, che le diedero il nome di Mùrika, insediandosi nelle grotte, come testimonia anche il ritrovamento nella Grotta del Salto di un deposito di bronzi, risalente al XIV sec. a.C. La città subì gli influssi benefici prima dei Fenici, poi dei Greci. Fu città decumana sotto i Romani. Il primo a dare notizia di Modica è lo storico latino Silio Italico, che elenca le città ribelli a Roma dopo l'eccidio di Siracusa (212 a.C.). Ricevette la visita di Cicerone, in giro per la Sicilia per raccogliere le prove contro il governatore Verre, è viene citata dallo stesso come "agrum Mutycensem" nelle sue "Verrine", nel 73 a.C.. Sicura inoltre l'evangelizzazione dei luoghi da parte dei primi Cristiani, come è provato dalla presenza, nelle immediate periferie della città, di numerosissime catacombe scavate nella roccia. In seguito roccaforte bizantina, Modica cadde nell'845 sotto assedio degli Arabi, assumendo il nome di "Mudiqah". Fu poi Normanna e divenne Contea sotto il Gran Conte Ruggero d'Altavilla, il quale la affidò al conte Gualtiero I° de Mohac (1100 circa). Il vento rivoluzionario dei Vespri Siciliani arrivò (il 5 aprile 1282) anche a Modica, dove la sommossa che cacciò i Francesi fu guidata da Federico Mosca, il quale nello stesso anno fu, da Pietro I° d'Aragona, elevato al rango di "Comes Mohac" (Conte di Modica). L'istituzione della Contea di Modica, come secolare e autonoma entità "plurifeudale", avvenne il 25 marzo 1296, con il diploma di concessione, da parte di Federico II° d'Aragona, a Manfredi Chiaramonte, nominato Conte di Modica e Signore di Ragusa. Capoluogo per quasi 600 anni della più grande, ricca e potente contea dell'isola e del meridione d'Italia, in più di un'occasione contrastò e vinse la volontà sovrana. Fino agli anni '30 del XX°sec., fu comunque la quarta città della Sicilia per numero di abitanti e per competenze istituzionali, sede di Tribunale dal 1361 fino ai primi del Novecento. Come tutto il Val di Noto, Modica è stata più volte distrutta da vari terremoti e tenacemente ricostruita. Quasi tutto il patrimonio artistico quindi è posteriore al 1693, data in cui un tremendo terremoto la distrusse, sebbene non la radesse al suolo come invece gran parte delle altre città del sud-est della Sicilia.

 

Economia

L'economia della città trova la sua forza nell'agricoltura, nell'artigianato e nell'edilizia. Rilevante è la coltivazione del carrubo (vedi foto), dell'ulivo e del grano, da cui una buona presenza di oleifici e mulini, oltreché di mangimifici, questi ultimi legati sia all'attività agricola, che agli allevamenti. L'estrazione e la lavorazione della pietra locale, il commercio ed il turismo, sono altre voci importanti. Nel campo agricolo riveste particolare importanza il polo avicolo: il territorio di Modica produce circa un terzo del fabbisogno di uova della Sicilia e copre una importante quota del mercato di carni di pollo. Notevole anche l'allevamento bovino, che trae prestigio dalla famosa, anche se in via di estinzione, razza bovina modicana, e che alimenta una ricca produzione lattiero-casearia, con ricotta, formaggi freschi e caciocavallo. Per la bontà e la notorietà dei suoi prodotti tipici, oltre ad essere la capitale riconosciuta del Polo Sud del cioccolato, Modica fa anche parte delle Associazioni Nazionali delle Città del Pane, dell'Olio e del Gelato. Il turismo è in forte crescita, anche grazie all'inserimento, da parte dell'UNESCO, nella Lista dei Beni dell'Umanità, di alcuni importanti monumenti in stile tardo barocco.

 

Personaggi illustri

  • Salvatore Quasimodo

    Premio Nobel 1959 la Letteratura, Salvatore Quasimodo, nacque a Modica nel 1901. La sua casa natale è tutt’oggi visitabile ed è inserita nel Parco Letterario a lui dedicato. Trasferitosi con la famiglia a Messina dopo il 1908, è lì che fa le scuole primarie, per frequentare poi l'Istituto Tecnico, per volere del padre, che ne vuol fare un Ingegnere. Costretto dalle necessità, lavora a Roma, dove tenta a malavoglia gli studi di Ingegneria. Assunto al Genio Civile, lascia gli studi e va a lavorare a Reggio Calabria, a Firenze, a Imperia, a Genova. È a Firenze che comincia la sua opera di Poeta, che lo porterà a trasferirsi a Milano, ed a lasciare definitivamente nel 1938 il lavoro al Genio Civile. Dal 1941 in poi è Professore di Letteratura al Conservatorio musicale di Milano. Durante la seconda Guerra Mondiale, si dedica alle traduzioni in italiano dei classici di Omero, Catullo, Virgilio, che contribuiranno, per la loro qualità, insieme alle varie raccolte di poesie, alla scelta della Giuria di Stoccolma di assegnargli il Premio Nobel per la Letteratura. Le opere di Salvatore Quasimodo, principale rappresentante della corrente poetica definita "ermetismo", sono state tradotte in più di 40 lingue.

  • Tommaso Campailla

    Poeta, filosofo, medico e scienziato, Tommaso Campailla (Modica, 1668-1740) è una delle figure maggiori della cultura siciliana della prima metà del '700. Fu l'Autore del Poema filosofico-didattico "L'Adamo, ovvero il Mondo Creato", dove accolse e spiegò tutto ciò che dell'Universo si conosceva a quei tempi, oltre ad accogliere la filosofia del Cartesio. La sua fama varcò i confini italiani, per giungere in Inghilterra, dove il filosofo George Berckeley, conosciuta la sua opera, decise di venirlo a trovare a Modica. Si conservano due lettere in latino del Berckley indirizzate al Campailla. La sua fama di scienziato fu dovuta al perfezionamento della cura della terribile sifilide, che si curava allora con i fumi di mercurio che agivano solo sulla pelle, in quanto irrespirabili per la forte irritazione che provocavano. La sua innovazione consistette nel trovare le giuste dosi di una miscela di mercurio, incenso e cinabro, che rendevano respirabili i fumi mercuriali, all'interno di tre "botti fumigatorie" tuttora visitabili nel "Museo della Medicina" all'interno dell'ex-Ospedale/Sifilocomio. Le dosi terapeutiche della "miscela mercuriale" rimasero sempre un segreto, tanto che da tutta Italia, e chi poteva anche dall'estero, i malati di sifilide venivano a curarsi a Modica, l'unico posto dove le percentuali di regressione e di guarigione dalla malattia erano altissime. Tali botti funzionarono ininterrottamente dal 1698, anno in cui il Campailla le costruì, fino al 1943, anno nel quale la scoperta della penicillina segnò una tappa fondamentale per il progresso della medicina.

  • Raffaele Poidomani

    Raffaele Poidomani nasce a Modica il 13 settembre 1912 (muore il 14 marzo 1979). Dopo la maturità classica, conseguita da esterno presso il Liceo "Campailla" di Modica e una lunga frequenza alla Facoltà di Medicina e Chirurgia di Bologna, si laurea in legge a Catania nel 1939. In quell'anno pubblica anche la sua prima raccolta di versi, "Io, pellegrino di sogni". Si occupa intanto anche di giornalismo, impegnandosi nella denuncia di problemi sociali e politici. Alla fine della guerra, che lo ha visto soldato sul fronte greco e quello Jugoslavo, è fra i partigiani, nelle brigate operative delle Marche. Nel dopoguerra sviluppa e affina la sua passione per il giornalismo, collaborando a diverse testate: Paese sera, L'Umanità, Epoca e altre. Proprio la collaborazione con L'Umanità segna il suo esordio nella narrativa. Intanto negli anni '50 conosce Federica Dolcetti, affermata pianista, la quale diventerà sua compagna di vita e moglie. Ma la sua consacrazione come scrittore la deve a "Carrube e Cavalieri" (Roma, 1954), una vera e propria saga familiare che è il suo capolavoro: un romanzo che lo colloca fra i "pochissimi narratori autentici che abbiamo in Italia", come afferma Brunello Vandano nella prefazione della seconda edizione (Ragusa, 1970). Nel 1966 pubblica un prezioso volumetto di indagine storica su "La peste a Modica nel  1626".

 

Nome abitanti: modicani
Altitudine: 296 m s.l.m.
Superficie: 290,77 km²
Abitanti: 53.857 (2006)
Densità: 185 ab./km²
CAP: 97015

 

 

 

 
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